
27 dicembre 2007
19 dicembre 2007
NESSUNO TOCCHI CAINO

Una voce poco fa ha definito la giustizia come "legge applicata per vendetta" e se è quella del popolo è di Dio ed io la fischio dal loggione come stecca, perché di 'sto tenore non si può contrabbandare per parola del Signore. Punto. M'iro e faccio fuoco e fiamme se mi guardo in giro : togliere il respiro a un uomo chiuso in una cella è solamente un assassinio che cela il suo mandante nel diritto e complica il delitto circondandosi di complici che ammaccano il grilletto stando zitti, cui garantisce un alibi da vittime, costrette a uccidere per auto-difesa e usate come pesi sopra al piatto dell'accusa. Ma il gioco, lo conosco, è da villani, e puoi pure strofinartele per mesi, le tue mani restan sporche, come le coscienze di chi ancora ti sostiene mentre erigi forche come fossero altalene e poi ci appendi le persone, le lasci penzolare come stracci stesi al sole, le asfissi in una stanza, o gli inietti una sostanza dentro al cuore, o glielo fai scoppiare da un plotone.. La carne ai ferri è la tua vera religione e cerchi un capro nero, lo pascoli in un cimitero e poi lo immoli su un altare in remissione dei peccati, ma di lui non hai memoria, perché è solo un altro morto della storia... Tieni giù le mani da Caino : sangue chiama sangue e tu rispondi al suo richiamo, predichi giustizia e poi razzoli nel crimine, arbitro venduto che dispone della vita di un suo simile.... Le favole che ti raccontano fin da bambino ti deformano, t'illudi d'essere infallibile perché fai numero, ma non t'accorgi che la tua opinione la raccolgono soltanto quando ai vertici fa comodo. Muovono la tua coscienza sopra a una scacchiera, pedina bianca tu difendi una regina nera che divora vite umane in ogni direzione mentre tu chiudi gli occhi ed apri la bocca come il pescecane.. Bruci ossigeno vitale per me e per te dicendo cose che non stanno in piedi neanche se le impali, ripeti formule contraddittorie sempre uguali fin dai tempi di Mosé.. In più ritieni il computo di occhi, denti, mani e piedi dispari, carcere ed ergastoli non bastano, non ti soddisfano : vorresti morto ogni fottuto criminale, da additare come esempio da evitare... Ma ancora non è nato il delinquente che veda nella pena della morte un deterrente e spesso capita di fare fuori un innocente come niente, e questo me lo chiami "un incidente" ? Boia dal cappuccio trasparente vivi nell'anonimato, immune dal peccato, signore incontrastato della tua mediocrità, orfano del dubbio, testa nella sabbia : vittima della tua stessa rabbia....
Frankie Hi-nrg Mc...PERCHè SI PUO' FARE GIUSTIZIA ANCHE SENZA UCCIDERE...
11 dicembre 2007
MILANO é UN ANGELO A COLORI
10 dicembre 2007
I CAN'T GET NO SLEEP
5 dicembre 2007
STAGNO e GHOST TRACK...

Resto fermo e nascosto
nell'apnea di un fondale
nella curva del tempo
che continua a scadere
sulla pelle ammaccata
IL MIO REGALO PER TE
non vedo più nessun male che mi possa ferire
almeno per stanotte non c'è nessun dolore
lo stagno pronto a specchiarmi
è un abisso per me
che ricambia lo sguardo
che mi parla di te
sulle nocche ammaccate
IL MIO REGALO PER TE
Visto da qui lo spazio sembra immobile
come in attesa che cada qualcosa in più
crateri che io non avevo visto mai
dove si annidano i demoni e gli angeli
oggi IO E TE siamo comete instabili
luci intrecciate che fendono oscurità
le TUE braccia io riscalderò
finchè avrò fiato
io soffierò via le TUE nuvole
tra tempeste ed eclissi
le galassie e i riflussi
tra deserti e ghiacciai
IL MIO SOLE IL MIO SOLE IL MIO SOLE SARAI
e sono qui a immaginare anche per noi
un tempo sospeso
un frammento di eternità
quanto di TE
per sempre acceso viaggerà
le curvature del tempo ci attendono
ma se adesso tu
resti con me finchè avrò fiato
soffierò via le tue nuvole
tra tempeste ed eclissi
le galassie e i riflussi
tra deserti e ghiacciai
nei crepuscoli so
che il TUO sole, il TUO sole, il TUO sole sarò...
Buon concerto...il mio regalo per te...
3 dicembre 2007
27 novembre 2007
MDS

…Milano sembri stanca torna a casa,…fuori dal controllo sfila,…folla folle avanza guarda Armani e Albania,Milano ha un Doppio Standard!3.Milano 7 di mattina chiudono una casa, fuoco sulla stradaWelcome ben trovati, all on board si dia inizio al musicaaal!Protagonisti interpreti incriminati e assolti eseguono d’accordo, troppo-d’accordo, coreografie d’altri tempi, diamo un occhio a i presenti.Alle Finestre, Spettatori non paganti dal profilo intollerante a tutto, proprio tutto, tranne che per sesso e soldi, ora…Milano è in Coda ancora in Coma…Controlla la cronaca analizza la Rosa…vedo un giovane ucraino radioattivo andare in goal!…gli alla centrale dichiarati out law…appaiono e scompaiono…come comparse fantasma dentro il musical4.Bambini cresciuti troppo in fretta, arrivano, giocanoseminano il panico osservano E sul muro scrivono“ lui al sicuro pensa perché ricco. Ratko”Niente da perdere, niente paura, Tu dammi-dacci-dagli quattro mura. Dagli una Casa una storia più sicura*È lo scenario di un citta che si deforma, fantasmi al metro quadro zone d’ombra. Guardati attorno, Invisibile Pulviscolo Velenoso nelle vie Respiratorie Strane storie,Scritte sui muri contro stronzi di cane sui marciapiedi, Milano è questo standard, Milano veri falsi problemi. CASINO ROYALE
24 novembre 2007
IL SOLE SILENZIOSO...

A tal proposito http://www.actionnow-playoldstyle.com/tornailcampionato.htm
L'ECLISSI

15 novembre 2007
13 novembre 2007
LA FORGIA VIBRA
12 novembre 2007
UN RAGAZZO...

9 novembre 2007
8 novembre 2007
VERITA' PER ALDO

L'uccisione nel carcere di Perugia di Aldo Bianzino ci sconvolge e grida giustizia! Arrestato per aver giustamente coltivato qualche pianta di marijuana nella sua casa immersa nelle montagne umbre, Aldo non faceva male a nessuno, falegname (nella foto la sua officina di lavoro), padre di tre figli, preso in custodia da italianissime guardie carcerarie è stato assassinato in cella e questa cosa non ci dà pace. Ci sentiamo vicini alla sua famiglia e portiamo il lutto al braccio. Sabato ci sarà una manifestazione nazionale a Perugia.
Chi vuole leggere gli articoli che pochi e bravi giornalisti hanno scritto sul caso può andare qui http://www.lettera22.it/ind_rubtot.php?rubrica=219
Questo il sito dei compagni e le compagne di Aldo e il loro appello http://veritaperaldo.noblogs.org/
VERITA’ PER ALDO
Il carcere? sicuro da morire!Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre sono stati arrestaicon l’accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana.Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, sono separati. Robertacondotta in cella con altre donne, Aldo, in isolamento.Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buonecondizioni di salute. La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15,la polizia penitenziaria entrata nella cella, trova Aldo agonizzante chepoco dopo muore.Immediatamente la ex moglie, la compagna, i figli e gli amici si mobilitanoper fare chiarezza su questa ingiusta morte chiedendo verità e giustiziaperchè di carcere non si può morire!Di fatto dopo un goffo tentativo di insabbiamento da parte delle autoritàcarcerarie (le prime indiscrezioni sulle cause della sulla morte siriferivano ad un improbabile infarto) famiglia e amici vengono a sapere chedall’autopsia risulta che Aldo è stato vittima di un vero e propriopestaggio, il corpo infatti presentava una frattura alle costole, gravilesioni al fegato, alla milza e al cervello.Aldo Bianzino è morto ormai da più di due settimane.Il silenzio delle istituzioni e dei rappresentanti della politica, deicosiddetti garanti della nostra sicurezza sociale è assordante.Indaffarati a sperimentare modelli di governance escludenti, a scagliarsicontro ambulanti, lavavetri, vagabondi, non hanno trovato, non stannotrovando, non trovano il tempo per superare l’alone di impunità, perdenunciare chi umilia le persone sotto custodia, infligge sofferenzefisiche e psichiche ai detenuti, uccide.E' tempo per noi di prendere posizione, spazio e voce.Di raccontare. Di mantenere viva la memoria collettiva. Di evitarepericolosi insabbiamenti e difendere le nostre esistenze e le nostrepratiche identitarie da abusi, repressioni e pestaggi, “venduti”comeatti di legalità.E’ tempo di disinnescare le “paranoie” securitarie e arrestare leaggressioni proibizioniste, disattivare le dinamiche di esclusione e dicontrollo sui corpi.Di resistere alla criminalizzazione degli stili di vita, alla violenzadell’intolleranza, all’esercizio arbitrario dei poteri di repressione edi controllo, alla manipolazione dell’informazione.E’ tempo di agire, di porre interrogativi a chiunque desideri verità egiustizia per Aldo Bianzino, Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, AlbertoMercuriali. Marcello Lonzi.E’ tempo di reclamare la scarcerazione immediata dei 5 ragazzi diSpoleto, vittime di una perversa applicazione del 270bis, strumento dicontrollo e intimidazione preventiva utilizzato ormai per sedare qualunqueforma di dissenso.E’ tempo di costituirci in comitato per la verità su Aldo, di ottenereverità e giustizia sugli omicidi di stato, di abrogare la leggeFini-Giovanardi e reclamare la fine di ogni proibizionismo, di contrastaree opporci ad una società che sempre meno tollera qualsiasi espressionefuori dalla norma, di farci carico delle sorti dei processi per il g8 diGenova rispondendo ai pruriti vendicativi del potere con una manifestazionenazionale che contrasti e interrompa la costruzione di processi di oblio erimozione collettiva.
SABATO 10 Novembre Perugia Manifestazione e Assemblea*Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze.Perchè un paese intollerante e’ tutto tranne che un paese sicuro!Perchè per una pianta d’erba in cella non si deve finire!Perché in carcere non si deve morire!Verità per Aldo!
6 novembre 2007
...VOCE LIBERA...
LA MIA ITALIA CHE NON SI ARRENDE di ENZO BIAGI
Torno in tv dopo un intervallo durato cinque anni: insormontabili ragioni che chiamerò tecniche mi hanno impedito di continuare il mio programma. Sono contento, perché alla mia rispettabile età c' è ancora chi mi dà una testimonianza di fiducia e mi offre lavoro. Ma non voglio portar via il posto a nessuno: non debbo far carriera, e non ho lezioni da dare. Voglio solo concludere un discorso interrotto con i telespettatori, ripartire da dove c' eravamo lasciati e guardare avanti. Quante cose succedono intorno a noi. Cercheremo di raccontare che cosa manca agli italiani e di che cosa ha bisogno la gente. Fra poco sarà il 25 aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita. C' è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri, a certe promesse, a certi servilismi. Il revisionismo a volte mi offende: in quei giorni ci sono state anche pagine poco onorevoli; e molti di noi, delle Brigate partigiane, erano raccogliticci. Ma nella Resistenza c' è il riconoscimento di una grande dignità. Cosa sarebbe stata l' Italia agli occhi del mondo? Sono un vecchio cronista, testimone di tanti fatti. Alcuni anche terribili. E il mio pensiero va ai colleghi inviati speciali che non sono ritornati dal servizio, e a quelli che speciali non erano, ma rischiavano la vita per raccontare agli altri le pagine tristi della storia.I protagonisti per me sono ancora i fatti, quelli che hanno segnato una generazione: partiremo da uno di questi, e faremo un passo indietro per farne un altro, piccolo, avanti. Senza intenzione di commemorarci.
Torno in tv dopo un intervallo durato cinque anni: insormontabili ragioni che chiamerò tecniche mi hanno impedito di continuare il mio programma. Sono contento, perché alla mia rispettabile età c' è ancora chi mi dà una testimonianza di fiducia e mi offre lavoro. Ma non voglio portar via il posto a nessuno: non debbo far carriera, e non ho lezioni da dare. Voglio solo concludere un discorso interrotto con i telespettatori, ripartire da dove c' eravamo lasciati e guardare avanti. Quante cose succedono intorno a noi. Cercheremo di raccontare che cosa manca agli italiani e di che cosa ha bisogno la gente. Fra poco sarà il 25 aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita. C' è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri, a certe promesse, a certi servilismi. Il revisionismo a volte mi offende: in quei giorni ci sono state anche pagine poco onorevoli; e molti di noi, delle Brigate partigiane, erano raccogliticci. Ma nella Resistenza c' è il riconoscimento di una grande dignità. Cosa sarebbe stata l' Italia agli occhi del mondo? Sono un vecchio cronista, testimone di tanti fatti. Alcuni anche terribili. E il mio pensiero va ai colleghi inviati speciali che non sono ritornati dal servizio, e a quelli che speciali non erano, ma rischiavano la vita per raccontare agli altri le pagine tristi della storia.I protagonisti per me sono ancora i fatti, quelli che hanno segnato una generazione: partiremo da uno di questi, e faremo un passo indietro per farne un altro, piccolo, avanti. Senza intenzione di commemorarci.
31 ottobre 2007
VERGOGNA ITALIANA

A scatenare il putiferio in commissione Affari costituzionali sono stati il dipietrista Carlo Costantini che ha detto 'no' insieme all'unico deputato dell'Udeur, mentre l'altro esponente dell'Idv, il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, non si è presentato. I due esponenti della Rosa nel Pugno, Cinzia Dato e Angelo Piazza, non hanno preso parte alle votazioni. Per fare il colpaccio i parlamentari dell'opposizione sono ricorsi ad un espediente. Infatti mezz'ora prima del voto i parlamentari del centrosinistra erano in sovrabbondanza. Nessuno temeva per il peggio visto che mancavano all'appello sette esponenti di Forza Italia. Pochi minuti prima della conclusione dei lavori si è presentata in commissione una nutrita 'pattuglia' di deputati azzurri guidati dal capogruppo Elio Vito. E il loro arrivo ha fatto la differenza. A quel punto anche nell'Unione si è cominciato a telefonare freneticamente agli assenti per vedere di non andare sotto su un provvedimento tanto delicato. Ma non c'è stato nulla da fare perché l'ultimo "convocato" dell'Unione è arrivato troppo tardi, subito dopo il voto. Su 44 votanti 22 hanno detto sì e 22 'no' e quando si arriva alla parità, per regolamento, il mandato al relatore a riferire in Aula non viene conferito. La Cdl ha esultato per questa bocciatura, mentre la maggioranza ha lasciato la commissione piuttosto delusa ed inizia la resa dei conti. La Sinistra radicale infuriata carica a testa bassa dipietristi e mastelliani colpevoli, secondo il Verde Paolo Cento, di "aver sabotato il programma dell'Unione". Haidi Giuliani parla di "indignazione fortissima per il comportamento di Idv e Udeur che disattendono gli accordi comuni firmati nel programma dell'Unione". E Cento aggiunge: "Ora la parola passi ai movimenti e alla mobilitazione popolare che mi auguro sia grande in occasione della manifestazione del 17 già convocata a Genova nella quale sfileranno i protagonisti di quelle giornate. Le istituzioni si impegnino alla piena agibilità delle piazze in quella giornata". Nella maggioranza anche Ermete Realacci parlamentare del Pd è critico con gli alleati. "Quello che accade nei giorni del G8 - dice - rimane una ferita aperta nella nostra storia e nel rapporto tra cittadini e forze dell'ordine. Ancora oggi abbiamo la necessità di avere massima trasparenza e conoscere la verita". In serata, il vicepremier Rutelli parla di "situazione che si può recuperare" - senza però precisare la natura di successivi sviluppi - e poi commenta: "Forse qualcuno si è distratto". Di parere opposto la Cdl che commenta: "Sconfitto chi voleva processare le forze dell'ordine" con il leader di An Gianfranco Fini che si spinge ancora più in là: "La commissione d'inchiesta sul G8 era unicamente una cambiale che si pagava agli amici dei black bloc: alla sinistra più radicale".
Che schifo...
30 ottobre 2007
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